Entries from March 1, 2008 - April 1, 2008

Pesantezza digestiva

Primo: ma che cazzo avranno da ridere in quei faccioni nei manifesti elettorali? Secondo: qui ci vuole un digestivo potente se non una vera e propria lavanda gastrica.
Ora, vada che Calearo, padrone di industrie, abbia dichiarato che non vuole andare con il Popolo delle Libertà perché non vuole stare sotto padrone (si sa, chi è abituato alle comodità non riesce a rinunciarci) e poi si sa che il vero luogo delle libertà è il loft del Pd; vada che Berlusconi sia finalmente riuscito a intraprendere l’unificazione degli opposti estremismi e si trovi d’amore e d’accordo con Bertinotti per salvare Alitalia; vada che Colaninno abbia deciso di candidarsi (utilizzando la più classica delle tecniche berlusconiane) con il partito che ha messo in ginocchio le industrie nell’ultima legislatura; vada che Sartori abbia iniziato a scrivere di sviluppo insostenibile e Tremonti di protezionismi vari dopo che per decenni hanno idolatrato il mercato; vada anche che la Brambilla non abbia più tempo di rifarsi la tinta e la Santanché di curarsi i baffi che tanto le cose da mettere in mostra per vincere le elezioni sono altre e non riguardano il mezzobusto; vada soprattutto, e lo digeriamo a stento, che mentre Ferrara porta in trionfo Ratzinger per la propria campagna elettorale lo Sdi di Boselli punti direttamente molto più in alto, precisamente alla destra del Padre, e nomini Cristo in persona come sponsor dei natali del socialismo,
ma che siccome Mastella non si è candidato alle elezioni allora non si vendono più mozzarelle di bufala ci pare veramente cosa inaccettabile. Dovremmo essere noi a boicottare la Cina e invece sono gli orientali a boicottare il Bel Paese? Qui urge sistemare le cose: qualunque sia il governo eletto, Clemente da Ceppaloni deve essere nominato sottosegretario all’Agricoltura per acclamazione di piazza, così passerà alla storia come il salvatore dell’export made in Italy e, in un colpo solo, della tradizione contadina, meridionale e feudale della nostra bella terra depredata.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 30/03/2008)
Posted on martedì, aprile 1, 2008 at 12:21PM by Registered CommenterSteppenwolf in | CommentsPost a Comment | EmailEmail | PrintPrint

Corsa a perdere

Questo è il vero obiettivo della campagna elettorale in corso. Non vorremo mica credere che fascisti da una parte, liberisti dall’altra, precari sparsi ovunque e matrimoni combinati siano stati messi qua e là nelle liste per cercare di aumentare il divario tra i due schieramenti no?
Almeno, se una cosa è veramente trasparente in questa campagna elettorale, ebbene è il fatto che sia Veltroni che Berlusconi l’unica paura che hanno è quella di vincerle, le elezioni.
I conti li sanno fare bene tutti, qui abbiamo davanti cinque anni di recessione, alitalie in crisi, Comunità Europea incazzata nera, Bush che sta per dichiarare guerra all’Iran, il dollaro debole debole e la benzina che aumenta tre volte a settimana e chi più ne ha più ne metta: andare al governo sarebbe un suicidio politico che neanche le proverbiali resurrezioni del Cavaliere potrebbero risolvere. Infatti Prodi se l’è svignata davvero non appena ha potuto.
Almeno, e infatti, diventano finalmente chiare alcune mosse autolesioniste dei due schieramenti. Ma ti pare che se volevano vincere le elezioni facevano a gara per mettere in lista più precari possibili lasciando a casa mostri sacri come Mastella e De Mita, se ne uscivano con battute degne del bagaglino, facevano trapelare fascisti a destra e imprenditori liberisti a sinistra?
Ti pare che Berlusconi mandava in giro Ferrara e si lasciava scappare Casini, e Veltroni si teneva stretta la Binetti e si portava in casa gli arnesi Radicali? Non scherziamo.
Soprattutto, ma ti pare che se volevano vincere le elezioni andavano in giro con lo stesso programma vuoto che stiamo sentendo spiegare male o per niente nei dibattiti televisivi per la disperazione dei conduttori che invece di sentire risposte dai candidati si sentono interrogati su come risolvere la crisi?
A questo punto manca solo l’asso nella manica: Pd e Pdl, una settimana prima delle elezioni, entreranno in silenzio stampa trattenendo il fiato, sperando solo di pareggiare.

(Pubbl. Veleno Settimanale 23/03/2008)
Posted on martedì, marzo 25, 2008 at 11:36AM by Registered CommenterSteppenwolf in | CommentsPost a Comment | EmailEmail | PrintPrint

Tribuna Monte Mario

C’è una cosa peggiore del classico tifoso abbonato alla tribuna Monte Mario dello stadio Olimpico.

È il tifoso abbonato alla tribuna Monte Mario dello stadio Olimpico, della Lazio.

Ma calma: certo che sto a rosicà che la maggggica ha perso il derby. E non per lo scudetto sfumato, che tanto, pure se fossimo arrivati due punti sopra all’Inter alla fine sempre l’Inter l’avrebbe vinto. I dieci-dodici favori arbitrali che ha ricevuto sino a ora (leggasi, una ventina di punti) sarebbero diventati anche venti, di favori, pur di farla vincere. Non è questo il punto. La rosicata, che c’è - ipocrita chi lo nega - è proprio il fatto di essere stati battuti da una squadra di metà classifica, fuori da qualsiasi coppa e da qualsiasi discorso che non sia quello di arrivare indenne alla fine del campionato.

Qui è di tifoserie che si  parla, roba che miscela il sacro con il profano, la passione con l’astiosità, la tradizione romana e romanista con quella provinciale lazialista. Perché una cosa è chiara: nella Capitale, di squadra ce ne è una sola, ed è la Roma. L’altra al massimo è una cugina. E da che mondo è mondo, la cugina esiste per essere fottuta.

Ma ora torniamo sugli spalti della Monte Mario, con  piccola premessa per chi non frequenta l’Olimpico. Ebbene, la tribuna Monte Mario è quella top, tra tutte, in merito a prezzi e standing. La tribuna Tevere al lato opposto ha la stessa identica visibilità della Monte Mario speculare, ma mentre la prima è destinata a tifosi che fanno uno sforzo in più per acquistare biglietti o abbonamenti per vedere meglio la partita, la seconda è destinata ai “facoltosi”. L’abbonamento in Monte Mario costa circa il doppio di quello speculare sulla Tevere.

Per cosa? Per stare seduti vicino alla stampa, vicino agli spogliatoi, vicino a sessantacinquenni al massimo dell’abbronzatura artificiale con bambine di venti anni al seguito in tribuna d’onore, tra  vipperia varia e avariata. È, soprattutto, l’abbonamento che consente, tra il primo e il secondo tempo, di scendere in un foyer sotto alle gradinate e partecipare a un buffet gratuito offerto dalla società. Partecipare è il termine adatto, poiché di vera competizione, appunto, si tratta.

Da frequentatore della tribuna stampa - per motivi professionali, si fa per dire - una delle cose più interessanti della pausa tra i due tempi, per me, è proprio scendere nel foyer e vedere la rincorsa all’ultimo pezzo di torta, all’ultimo calice e sorbetto, messa in opera dai tifosi facoltosi della Monte Mario (qualcuno dei quali scende nel foyer anche al quarantesimo del primo tempo, se non prima, per aggiudicarsi un piccolo vantaggio). È una delle manifestazioni più veritiere del micromondo variegato che ad inizio anno compera un abbonamento nella Monte Mario.

Si sà, da che esiste tale abbonamento, che la Monte Mario è frequentata da imprenditori (per lo più palazzinari), macellai, ristoratori arricchiti e prole ormai cresciuta di ristoratori arricchiti che hanno riscattato col tempo e con il conto in banca da ostentare appunto con l’abbonamento alla Monte Mario un passato di indigenza. Il romano però, tra le altre cose si riconosce proprio davanti al cibo. Soprattutto davanti al cibo offerto gratuitamente e ancora di più davanti al cibo offerto gratuitamente in seguito al bonus contenuto nel prezzo esorbitante di un abbonamento alla Monte Mario (parliamo di svarie migliaia di euro all’anno).

Ecco, il tifoso abbonato alla Monte Mario dà il meglio di sé - oltre che nell’abbigliamento e negli accessori, che svariano tra visoni d’annata, Rolex di varia natura e provenienza e anche qualche improbabile Borsalino - davanti a un pezzo di torta offerto dalla AS Roma tra un tempo e l’altro. Loro sbranano con le mani anche una torta di panna mentre in curva Sud, la mitica curva Sud, tra il primo e il secondo tempo al massimo si rolla una canna o si finisce la rosetta secca del sabato passato ammorbidita dalla frittata tattica che ha la capacità di ri-ammorbidire la rosetta altrimenti immasticabile. Se ci si vuole proprio svagare si assale un bibitaro, così, per gioco, per un caffé Borghetti quanto costa uno? Uno un euro e cinquanta? Vabbè ti do tre euro ma me ne dai quattro sennò te butto giù sulla pista ok capo?

Ma vuoi mettere? Ma vuoi mettere la torcida e il respiro unico della Sud?

Ecco, mettiamo e torniamo al punto. Il tifoso abbonato alla Monte Mario è quello.

Ma quelli laziali che ho visto mercoledì sera, pellegrinati a Roma da Mentana, Monterotondo, Anguillara, la Sabina, il Viterbese e più in generale il sottobosco fascio-catto-borghese decaduto quando non proprio e ostinatamente rurale e contadino, è peggio. Molto peggio.

Perché i signori avevano guance naso e fronte rossa, mani a badile, montoni anni Ottanta e sciarpe annodate al collo da playboy de provincia, ma le signore, ah, le signore, sotto ai visoni avevano tute di acetato della Lazie e scarpe marroni con tacco sporco di fango. Cavezze dorate al collo e anelli incastonati nella trabordante carne viva delle dita wurstellate. E gli accenti, lo sguaio, la classe, dio che classe Di Origine Cafona… Poi dice perché a Roma si dice che ti ha detto sfiga, se per caso sei nato e cresciuto in una famiglia nella quale si tifa Lazie e non sei riuscito ad affrancartene e al contrario si idolatrano zii e cugini che anni dopo, quando sei ormai adulto, posso vantare meriti con te e orgogliosamente ricordarti che sì, non fosse stato per loro, potevi crescere pure della Lazio!

Ultima nota, di tenerezza sincera: un padre, contento fino alle lacrime, teneva per la mano il figlio novenne con sciarpa biancoceleste regolamentare al collo durante l’uscita dalla Monte Mario la sera scorsa, dopo la partita arraspata al novantaduesimo, e lo esortava a essere ancora più contento della vittoria in sé, con suggerimento di strategia incluso “Hai visto? E ora, per tutta l’estate, diremo che noi abbiamo vinto il Derby”.

L’estate è lontana, cugini, e nella prossima estate noi ne avremo tante di cose da dire. Nell’attesa noi ci giochiamo la Champions, per voi invece la stagione è finita da quando è iniziato il campionato… 

Posted on venerdì, marzo 21, 2008 at 11:27AM by Registered CommenterSteppenwolf in | Comments4 Comments | EmailEmail | PrintPrint

Siamo (già) nelle mani di Ciarrapico

A parte il fatto che le guerre in Afghanistan, Iraq e presto Iran stiamo continuando a farle con buona pace dei sogni di imperi e colonizzazioni e vesti stracciate e occhi insanguinati delle votazioni di deputati e senatori comunisti che le hanno rifinanziate prima di tornare nelle cooperative rosse; a parte il fatto che anche le punte di diamante dell’economia nazionale come Mario Monti e Giulio Tremonti iniziano a rispolverare il più conservatore dei protezionismi e si comincia a intravedere qualche sacca di resistenza alla globalizzazione che sta sprofondando tra subprime, petrodollari e terzomondismo; a parte il fatto che anche in Italia si stanno riscoprendo l’uso delle biciclette e soprattutto dei mezzi pubblici - con buona pace dei clandestini e dei portoghesi che le avevano negli ultimi anni utilizzate come punti d’incontro e socializzazione tra tribù disperse ma confluenti nella nostra penisola - visto che le automobili private sono ormai un lusso troppo alto; a parte il fatto che finalmente si inizia a tornare al controllo dei prezzi e alle schede alimentari con i cartelli da rispettare per il costo del pane e del latte; a parte il fatto che finalmente i produttori agricoli di quelle paludi redente che furono oggi possono iniziare a vendere direttamente i prodotti della propria terra; a parte anche il fatto che il nostro Pil è stato dimezzato, si preannunciano tempi durissimi e presto saranno istituiti nel nostro paese dei punti di raccolta per gioielli e fedi nuziali per sostenere il deficit di Alitalia pur di non darla in mano ai francesi; a parte inoltre la marcia su Roma che Berlusconi ha iniziato tempo addietro sul predellino della sua Marcedes e che sta per arrivare a compimento; a parte tutto questo, dicevamo, quale diavolo di motivazione c’è per tutto questo trambusto per la candidatura di Ciarrapico che si dichiara autenticamente Fascista?
O preferiamo ancora andare avanti con la politica del travestimento degli ultimi sessant’anni?

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 16/03/2008)
Posted on lunedì, marzo 17, 2008 at 04:17PM by Registered CommenterSteppenwolf in | CommentsPost a Comment | EmailEmail | PrintPrint

Roma - Minchiaster: nun c'è probblema


Ma che ne vogliono sapere dal GRA in sù…
Basta pensare positivo (vedi sotto) e passa tutto. E poi, al massimo, dovesse succedere qualcosa, che ce frega? Se ce casca er monno addosso se famo de lato…
Posted on venerdì, marzo 14, 2008 at 07:36PM by Registered CommenterSteppenwolf in | CommentsPost a Comment | EmailEmail | PrintPrint
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